RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 
Oggi a Ozieri e in tutta la diocesi l'appuntamento che  porterà in città importanti esperti per una tavola rotonda sulla questione dell'accoglienza dei migranti.
 Si tratta del convegno diocesano "Il Mediterraneo, i rifugiati e le nostre terre", fortemente voluto dal vescovo monsignor Corrado Melis, e promosso con la collaborazione della Caritas, di Libera Sardegna, del Csv Sardegna Solidale con il patrocinio del Comune di Ozieri.
Relatore principale sarà Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio ed ex ministro per la Cooperazione e l'Integrazione.
Parteciperanno il sindaco di Ozieri Marco Murgia, il prefetto di Sassari Giuseppe Marani, il rettore dell`Università di Sassari Massimo Carpinelli, il referente di Libera Sardegna Gianpiero Farru, il vescovo Corrado Melis mentre il moderatore sarà il giornalista Paolo Matta. L'appuntamento è alle 17.30 nel teatro civico Oriana Fallaci.
L'intervento di Riccardi verterà, nello scenario mediterraneo, sulla situazione geopolitica e la grave crisi umanitaria creatasi con la guerra in Siria, nonché sull'attivazione dei corridoi umanitari per garantire un accesso sicuro e legale per chi fugge dalla guerra. Il dibattito sarà concluso dal vescovo di Ozieri, monsignor Corrado Melis.
Riccardi parteciperà anche all'inaugurazione del Centro di accoglienza "Le Grazie", con cui la diocesi locale dà risposta all'emergenza migranti: dal 2011 infatti la Caritas ozierese ha creato e gestisce il Centro di accoglienza straordinaria (Cas) nell'antico convento delle Benedettine, che ospita 25 profughi. Ora, con l'acquisto di un appartamento adiacente al convento, se ne potranno ospitare altri dieci.
Oggi pomeriggio, dopo i saluti del sindaco di Ozieri e del prefetto di Sassari, seguirà la presentazione della Comunità di Sant'Egidio da parte del presidente, Marco Impagliazzo. 
 
17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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