RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 
Perchè fuggono dal loro paese? In molti Paesi c'è la guerra o la crisi climatica, ma alcuni semplicemente non vedono più futuro. Bisogna agire in Africa per lo sviluppo e per riaffezionare i giovani alla loro terra.

I migranti provenienti dall`Africa sono più di un'emergenza. C'è bisogno di risposte non emotive
flussi di migranti provenienti dall'Africa sono crescenti. Non è un'emergenza. Ma un costante "esodo". Che fare? È un'invasione? Non scatenerà tensioni tra italiani e nuovi arrivati? Sono le domande di ogni giorno. La risposta forte sembra il "muro": impedire gli arrivi. Non è possibile farlo, come l'Ungheria e altri Paesi dell'Est. Di fronte a noi, c'è il mare. Allora bisognerebbe bloccare le coste libiche. O chiudere i porti. Ma un problema così grande ha bisogno di soluzioni articolate. Non emotive. È in gioco l'umanità nel trattamento di tante persone che si spostano su barconi di fortuna, forniti da ricche organizzazioni criminali. Nel 1942, la nave romena Struma raggiunse Istanbul con 800 ebrei a bordo. Le autorità turche la portarono al largo, perché gli inglesi rifiutarono l'ingresso in Palestina. La nave affondò al largo di Istanbul con il suo carico umano, colpita da un sottomarino sovietico. Possiamo accettare che avvenga di nuovo questo nel Mediterraneo? Ma che succede in Africa? Alcuni africani fuggono la guerra o la crisi climatica. Perché tanti vengono dalla Guinea o dalla Costa d'Avorio, dove non ci sono guerre? C'è un crollo di fiducia dei giovani nel loro Paese, in cui non vedono più un futuro. Per questo, come propone la cancelliera Merkel, bisogna agire in Africa per lo sviluppo e per riaffezionare i giovani alla loro terra. Aggiungo: bisogna responsabilizzare i presidenti africani i quali non mostrano di sentire molto il dramma degli esodi. Poi c'è il buco nero del deserto tra Libia e Niger, dove attori tribali si connettono a organizzazioni criminali. Da anni insisto che bisogna rafforzare gli Stati del Sahel e del Sahara, mentre ricordo come l'intervento militare in Libia contro il regime criminale di Gheddafi abbia creato una situazione peggiore. La domanda è anche sull'Europa. La sua politica è stata lasciare il "cerino acceso" nelle mani dell'Italia (dove avviene il 90% degli sbarchi) e della Grecia. Siamo orgogliosi del nostro Paese per l'impegno a soccorrere e accogliere. Il fallimento della relocation dei profughi nei Paesi europei mostra però l`indisponibilità a condividere il peso che cade sull`Italia. Solo la Germania è solidale. La Francia esita per motivi di opinione pubblica. Marco Impagliazzo ha ricordato che c'è una direttiva Ue del 2001, per cui di fronte a un afflusso massiccio di sfollati si può accordare, in maniera solidale, la protezione temporanea con l`impegno degli Stati membri. La recezione di questa direttiva avviene con il voto di 14 dei 27 Stati membri. In questo modo o in altro, va sollecitata la solidarietà europea. Come dopo 1'89, i Paesi europei appoggiarono la Germania nella riunificazione e poi aprirono agli Stati dell`Est, oggi l'Unione si gioca sul Mediterraneo con chi arriva sulle nostre coste e con l'Africa.

 
17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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