RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 
IERI E OGGI; IL MASSACRO DEGLI YAZIDI UN INCUBO CHE RITORNA

Una riflessione di Andrea Riccardi sul Correre della Sera, sul problema delle persecuzioni delel minoranze religiose in Medio Oriente.

Le minoranze in Medio Oriente si sentono ignorate, come lamentano i cristiani. Ma è raro trovare gente così dimenticata - e tanto perseguitata - come gli yazidi.
Ne sono stati massacrati circa trecento, qualche giorno fa, vicino a Mosul dal sedicente califfato. Fonti curde indicano almeno il doppio di morti. Il califfato è stato spietato fin dall`inizio con gli yazidi. Si parla di cinquemila morti e di migliaia di donne vendute sui mercati dall`estate scorsa. Gli yazidi sono stati costretti a un esodo biblico dai loro villaggi e dalla montagna del Sinjar, luogo di insediamento tradizionale per circa 150 mila di essi. La CNN ha filmato gli elicotteri iracheni che portavano in salvo gli yazidi, braccati dall`Isis sulla montagna. Tanto accanimento contro una fragile comunità, mostra che la posta è simbolica. Per il rigorismo islamico, gli yazidi sono politeisti, quindi da eliminare.
I sunniti li chiamano «adoratori del diavolo», considerando l`angelo pavone, da loro adorato, come il diavolo. Sono diversi da cristiani e ebrei che, pagando una tassa, possono vivere da dhimmi, minoranze protette. Gli yazidi, che hanno assunto nel XI secolo alcuni tratti islamici nella loro stratificata teologia, sono considerati apostati dai sunniti. Per lo Stato totalitario, vanno cancellati per primi. Solo la conversione all`Islam può salvarli e non sempre. Alcuni filmati di qualche mese fa mostrano un`impressionante conversione collettiva di yazidi, cui sono estorte dichiarazioni «entusiaste» sulla nuova fede in contrasto con il loro sguardo terrorizzato. Gli yazidi hanno resistito, da secoli, a persecuzioni in zone remote o sulle montagne. Abitavano un triangolo tra Nord Iraq, Siria settentrionale e Turchia nella zona di Mardin e Diyarbekir, in buoni rapporti con i cristiani (siriaci, armeni e caldei). Nell`Ottocento, gli ottomani tentarono di sterminarli almeno due volte, l`ultima nel 1892. Odiati e disprezzati dai sunniti, dopo la prima guerra mondiale, abbandonarono la Turchia per vivere nel Nord Iraq e in parte in Siria. Tuttavia, durante il primo conflitto mondiale, avevano protetto i cristiani, specie armeni e caldei, sterminati dagli ottomani. La loro montagna del Sinjar - oggi abbandonata per le pressioni dell`Isis - era stata il rifugio di parecchi cristiani per vari anni. Si ricorda ancora un capo tribale, Hammo Chero, che prese le armi contro l`esercito ottomano che pretendeva la consegna dei cristiani. Le memorie di un secolo fa (stragi, marce forzate, vendita di donne e bambini, conversioni) si ripetono oggi, come una storia che non passa. Sembra però ora arrivata la fine di queste minoranze in quella che è la loro terra da prima dell`Islam. Il califfato vuole una società «pulita» dagli infedeli. L`utopia nazionalista della società omogenea è paradossalmente ripresa dai fondamentalismi religiosi e genera una nuova tragedia. Soltanto la difesa delle minoranze consentirà alle società islamiche di resistere alle pulsioni totalitarie. Tale difesa interpella anche l`Occidente e chi crede che parti del mondo non possano essere abbandonate ai totalitarismi.
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17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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