RICCARDI ANDREA
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Andrea Riccardi / Religioni e civiltà

Sotto la pressione islamista e per la guerra civile in Siria e Iraq stanno scomparendo antiche comunità, eredi di una lunga storia

In Medio Oriente, i cristiani sono ostaggi della guerra. Non sono le uniche vittime, ma la loro identità religiosa li espone a una vera persecuzione. Hanno dovuto lasciare i territori controllati dal sedicente califfato in Iraq. L'alternativa imposta dal nuovo potere islamista è stata la conversione all'islam o il pagamento della jizya, tassa richiesta ai dhimmi (non musulmani protetti in regime islamico). Peggio è toccato agli yazidi, un'antica comunità religiosa minoritaria, a cui la legge musulmana non riconosce nemmeno lo statuto di dhimmi: sono stati obbligati alla conversione all'islam, oppure uccisi, mentre parecchie donne della comunità sono divenute schiave sessuali dei combattenti islamici. I cristiani sono fuggiti dalle loro terre e si sono rifugiati nel Kurdistan autonomo, dove vivono ancora in condizioni di fortuna. Hanno lasciato il Paese abitato dai primi secoli del cristianesimo: Mossul, la piana di Ninive. Per la prima volta, da quasi due millenni, non si celebra più un culto cristiano in quelle terre. I curdi sono divenuti difensori dei cristiani. È un grande cambiamento, perché durante le stragi dei cristiani nel 1915 collaborarono alacremente ai massacri e al furto dei loro beni. Anche nei decenni successivi i rapporti curdo-cristiani furono duri. Oggi invece nel Kurdistan autonomo iracheno, come nelle municipalità a guida curda in Turchia e tra i curdi siriani, i cristiani trovano buona accoglienza in nome del pluralismo storico di queste terre (ormai di fatto affievolito). Il governo del Kurdistan iracheno ha costruito un edificio per il patriarca dei cristiani assiri (una delle comunità cristiane dell`area), che aveva lasciato l`Iraq per gli Stati Uniti e ora ritorna volentieri. L`unica novità positiva nella regione per i cristiani è l`atteggiamento positivo dei curdi. Il resto è tutto negativo.

SOTTO ASSEDIO. Aleppo, la storica città siriana che ospitava tante confessioni cristiane (ortodossi, greco-cattolici, armeni, armeno-cattolici, siriaci e altri) è sotto assedio, stremata, senz`acqua. La zona dei cristiani è molto ridotta, circondata da forze ribelli. I cristiani vivono nelle aree controllate dai soldati di Assad. I patriarchi delle varie Chiese appoggiano, con diverse gradazioni, il regime.
Tanti cristiani sono hanno lasciato la Siria per il Libano e la Giordania. Le regioni turche del Tur Abdin e di Mardin (terre di forte presenza cristiana prima del 1915) tornano a ospitare i cristiani, spesso discendenti di chi le aveva abbandonate. Ci sono poi piccoli gruppi nelle mani del cosiddetto califfato: i cristiani assiri non lontano da Hassaké o quelli di Al-Qaryatain. Qui è stato distrutto un antico monastero, Mar Elian, di origine siriaca. Non si sa nulla dei religiosi scomparsi: gli arcivescovi di Aleppo Mar Gregorios Ibrahim (siriaco) e Paul Yazigi (ortodosso), il gesuita italiano Paolo Dall`Oglio ed altri. Si hanno invece notizie di padre Murad, rapito a Al-Qaryatain. Sotto la pressione islamista e per la guerra civile in Siria e Iraq, stanno scomparendo antiche comunità cristiane, eredi di una lunga storia fin dai primordi del cristianesimo. Hanno resistito, con fatica, a secoli di eventi dolorosi e a contatto con genti di ogni tipo. Ora, nel secolo dei diritti umani, sono alla fine. E, purtroppo, quasi nell`indifferenza generale.
Nel secolo dei diritti umani, i cristiani in Medio Oriente sono alla fine. E, purtroppo, quasi nell'indifferenza generale.

L'articolo di Andrea Riccardi è pubblicato su "Sette" del Corriere della Sera, del 16 ottobre 2015
 
17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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