RICCARDI ANDREA
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Andrea Riccardi sulla rubrica Religioni e civiltà di "Sette"

Ebrei e musulmani sembrano inconciliabili. Tra cristiani e islam molto spesso c`è tensione. Ma ci sono luoghi dove ancora si prega insieme

Sembra difficile oggi che gli ebrei vivano con i musulmani. Appare pure complicato che i musulmani abitino con i cristiani. Invece ci sono stati luoghi attorno al Mediterraneo, dove gli ebrei hanno pregato accanto ai musulmani e questi ultimi accanto ai cristiani. Alcuni di questi luoghi esistono ancora e sono aperti ai credenti di varie religioni. 
Notre Dame d'Afrique -Algeri
Ho visto in un santuario dedicato a Notre Dame de la Garde, che domina Marsiglia, donne musulmane in preghiera. Lo stesso avviene nel santuario di Notre Dame d'Afrique (Algeri), dove i musulmani e i pochi cristiani rimasti nel paese si rivolgono a una Madonna nera. Sull'abside della chiesa, finita di costruire dai francesi nel 1872, campeggia la scritta in francese, arabo e cabila «Nostra Signora d'Africa, pregate per noi e per i musulmani». La preghiera chiesta a Maria vuole abbracciare anche i musulmani. Ma spesso i vertici delle religioni e le ortodossie non amano i luoghi misti di preghiera. Tuttavia l'intuito del popolo spinge verso spazi imbevuti da secoli di preghiera e dal senso della presenza di Dio. Non erano pochi questi luoghi. Molti sono scomparsi, con la fine della convivenza tra ebrei e musulmani in Nord Africa, come la sinagoga di Annaba (Algeria), fondata sulla memoria di un miracolo legato al rotolo della Torah. La devozione è scomparsa con la chiusura delle sinagoghe. C'è invece ancora in Tunisia, nell'isola di Djerba, dove vive qualche centinaio di ebrei: qui pellegrini ebrei e musulmani partecipano alle stesse cerimonie, in un luogo dove si ricorda una "santa" (non si sa di che religione). È un'isola di convivialità -scrive Dionigi Albera - in un mare di conflitti.

In certi santuari, fedeli di religioni diverse si raccolgono attorno a simboli di credo universale: è la prova che creando momenti di incontro si può accrescere il dialogo e ridurre lo scontro

Monastero di San Giorgio a Buyukada -Istanbul
Dall'altra parte del Mediterraneo, sull'isola di Buyukada, di fronte a Istanbul, i1 23 aprile, festa di San Giorgio (ma pure festa nazionale turca), 100.000 persone (quasi tutte musulmane) vanno in pellegrinaggio al santuario greco-ortodosso. È un`antica devozione, che ha avuto una reviviscenza negli ultimi anni. San Giorgio è attrattivo per i non cristiani, anche se talvolta i cristiani mi hanno detto di guardarlo come salvatore della Chiesa (la principessa nell'icona) dal drago (l'islam). Tensioni e convivenza s'intrecciano. A Istanbul, nella chiesa cattolica di Sant'Antonio da Padova, c'è tanto passaggio di musulmani - anche donne con il velo - specie il martedì, giorno dedicato al santo. Non sono solo storie passate. Un santuario misto di preghiera e di dolore è oggi Lampedusa, luogo di tanti sbarchi, ma anche di sepoltura dei caduti in mare (nel cimitero cristiano). Qui, fino al 1820, è
attestata anche una moschea. Oggi, con rifugiati e migranti, cristiani e musulmani, si prega secondo le diverse religioni. E lo si fa vicino. Con il legno delle barche, un abile artigiano fa croci che ricordano il dolore di tanti. E la memoria dei caduti viene celebrata nell`isola da incontri interreligiosi. Aveva ragione Giovanni Paolo II, rispetto agli spaventati custodi della separatezza identitaria: la pace, come il bisogno personale e il dolore, spingono a pregare gli uni accanto agli altri, anche se le teologie e le tradizioni liturgiche sono differenti. I luoghi "misti" del Mediterraneo ricordano come, nei secoli passati, non si è pregato solo gli uni contro gli altri, ma gli uni accanto agli altri. E si prega ancora vicino.

 
21 Luglio 2017


 
19 Luglio 2017

Andrea Riccardi è la persona giusta per la Presidenza della Società Dante Alighieri? Libera Chiesa in libero Stato e... dimissioni del Riccardi dalla Presidenza della Società Dante Alighieri. Giosuè Carducci, il fondatore, aveva una visione diametralmente opposta del ruolo che La Dante deve svolgere in Italia e nel mondo per difendere l'italianità, da quella del Riccardi,.. troppo papalino. Il Signor Riccardi occupa diverse cariche e svolge diversi ruoli. Trovo difficile riconoscermi in tutte le posizioni che egli prende pubblicamente, soprattutto quando si esprime come Presidente della Sant'Egidio. Il Signor Riccardi è ANCHE Presidente della Società Dante Alighieri fondata da un laico come Giosuè Carducci. La laicità è stata da allora una costante della Società Dante Alighieri. Lo è ancora? La difesa della italianità nel mondo non deve avere una connotazione cattolica, come spesso avviene ora. Da Presidente della Dante di Montreal non mi sento rappresentato dal Signor Riccardi che sottolinea nei suoi numerosi e frequenti interventi il suo apostolato sociale di chiara radice cattolica. Tengo a sottolineare che i soci della Dante di Montreal sono di diverse origini etniche e di diverse fedi religiose (tra cui l'ebraica). Cosa fare oer evitare di far corrispondere italianità con cattolicesimo? Il Signor Riccardi prenda in seria considerazione la possibilità di rassegnare le sue dimissioni come Presidente della Società Dante Alighieri. NON è la persona giusta per il ruolo che occupa. E lo dico senza nessuna offesa nei suoi confronti.


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