RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 
“Credo che in ‘pezzi del popolo di Dio’, nelle Chiese latinoamericane, nelle comunità di base, nella Chiesa indonesiana, nella stessa esperienza di sant’Egidio, nell’esperienza della Società San Paolo – Gruppo Paolino, ci siano tanti cammini di festa della Parola di Dio, che non sono solo momenti catechetici, ma sono momenti di celebrazione e di venerazione della Parola, che si legano alla Dei Verbum (costituzione dogmatica emanata, promulgata da papa Paolo VI, il 18 novembre 1965, nell’ambito del Concilio Vaticano II, riguardante la ‘Divina Rivelazione’ e la Sacra Scrittura, ndr), perché il grande dono del Concilio è proprio la riscoperta della Parola.
Allora noi abbiamo la responsabilità, a cinquant’anni dalla Dei Verbum, di legare questi fatti, queste vicende, quest’esperienza a una domenica della Parola di Dio. La Dei Verbum afferma: ‘La Chiesa ha sempre venerato le Sacre Scritture come ha fatto con il Corpo di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane della vita dalla mensa, sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo’. E’ stato proprio questo parallelismo Corpo di Cristo-Parola di Dio, che mi ha fatto pensare all’importanza di una Giornata liturgica dedicata alla Parola, per conservare questa grande eredità conciliare, radice dell’identità cristiana. Sarebbe molto bello poterla vivere nel Giubileo della Misericordia, ma anche viverla nell’ordinario del nostro popolo, perché la Parola di Dio è essenzialmente parola di misericordia”.

Con queste parole, Andrea Riccardi ha avanzato la proposta di dedicare una domenica dell'anno liturgico ad una "festa della Bibbia", nell'ambito del Festival Biblico di Vicenza.
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17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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