RICCARDI ANDREA
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«Il piccolo grande discorso all'Angelus domenicale di Papa Francesco passerà alla storia come una svolta epocale nella Chiesa. E per la prima volta da quando è stato eletto, il Pontefice pronuncia la parola riforma, qualcosa in più di un cambiamento strutturale o di un aggiornamento. È un piccolo grande discorso nella storia  della Chiesa del Nuovo Millennio». 

L'intervista ad Andrea Riccardi di Antonio Manzo, Il Mattino (Lunedì 9 novembre 2015)

Andrea Riccardi ha seguito in diretta le parole del Papa all`Angelus pronunciate da quella stessa finestra di un Palazzo che Francesco ha scelto di non abitare e da cui sono stati pronunciati altri discorsi storici. Un po` come quando la sera dell` 11 ottobre 1962, papa Giovanni pronunciò il «discorso della luna» nel giorno di apertura del Concilio Vaticano II: «Quando tornate a casa, date un carezza ai vostri bambini». E ieri Papa Francesco da quella stessa finestra, alla luce del sole non solo metaforicamente, ha sfidato i «corvi» e i veleni.
Professore Riccardi, cosa l`ha colpita di più di questo imprevisto discorso del Papa? 
«Dal punto di vista dell`attualità mi ha colpito la smentita, in diretta e davanti al mondo intero, per tutti quelli
che dicono di voler aiutare il Papa attraverso le rivelazioni dei documenti».
Smentiti i «corvi»? 
«Ha detto che i «corvi» non sono gli angeli in soccorso del Papa ed ha spiegato che non si fa notizia e non
si lavora rubando i documenti».
Non peccatori ma ladri. 
«Sì e non ha parlato nemmeno di peccato ma di un reato. Ha restituito a queste operazioni il
loro vero aspetto: il furto di documenti».
Per la prima volta nel suo pontificato Francesco ha usato la parola riforma: cosa si attende? 
«Riforma della Chiesa non vuole dire aggiustamento strutturale del Vaticano perché la parola riforma ricorda l`antica reformatio ecclesiae di spirito medievale».
Lei come la tradurrebbe? 
«La fedeltà della Chiesa gerarchica rispetto al cammino del popolo fedele a Dio».
Riforma della Chiesa, un`idea che risale al Medioevo. 
«Sì, ma arriva ai nostri tempi come una necessità urgente della post-modernità. Cioè creare una Chiesa più
evangelica, a servizio della sua missione, partendo da un cambiamento dei costumi delle gerarchie insieme con un`opera di evangelizzazione che valorizzi e sostenga la spiritualità del popolo di Dio. È un grande orizzonte ideale».
Quale significato dà alla richiesta di avere «il sostegno di tutti voi»? 
«Una riforma evangelica radicale rivolta al popolo di Dio e sostenuta da popolo di Dio. Ecco perché la riforma non vuol dire cambiare solo l`amministrazione vaticana».
Un po` come quel «pregate per me». 
«È un appello del Papa a quel popolo che in tutto il mondo lo ama, perché non si scoraggi ma lo appoggi e preghi per lui. Francesco ha manifestato di essere al servizio del Vangelo, in mezzo al popolo, e non si lascia separare da esso da una congiura di Palazzo».
È stato anche un discorso a quanti all`interno della Curia vogliono ostacolarlo? 
«È anche un messaggio a quelli che dentro la Chiesa frenano l`obiettivo della riforma».
Quanti sono? 
«Non affatto pochi».

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