RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 
25 Marzo 2016

Buone Pasque a tutti



Perché non si celebrano le principali feste cristiane negli stessi giorni? E un problema cui il dialogo ecumenico dovrà mettere mano.
Andrea Riccardi sul Corriere della Sera.

In questi giorni, la Chiesa vive la Settimana Santa, culminante nella Pasqua, il 27 marzo. La celebrano simultaneamente cattolici, anglicani ed evangelici. Invece per gli ortodossi, con altro computo del tempo, la Pasqua viene quest`anno il 1° maggio. C`è molta distanza nel 2016 tra i due calendari. Il che mostra come restino problemi aperti, nonostante il primo incontro tra papa Francesco e il patriarca di Mosca, Kirill. La non coincidenza della Pasqua è imbarazzante. Nei Paesi non cristiani, si chiede perché non si celebrino le feste principali negli stessi giorni. È un problema cui il dialogo ecumenico dovrà mettere mano. Non facile. In Oriente, i cambiamenti di calendario hanno talvolta creato dolorosi dibattiti e scismi.
Ormai, nella società occidentale, questi non sono più problemi rilevanti. Anzi la Settimana Santa ha scarso rilievo sociale. Si tratta però di liturgie molto ricche da un punto di vista simbolico e dall'origine antica: il Giovedì Santo commemora la lavanda dei piedi ai discepoli da parte di Gesù e la sua ultima cena con l`istituzione dell`Eucarestia; nel Venerdì Santo, mentre si ricorda la morte di Cristo, si adora la croce e si legge il Vangelo della passione; nella notte tra Sabato e Domenica, sí celebra la Pasqua, la resurrezione di Cristo, messaggio centrale per la fede cristiana («se Cristo non è resuscitato», scrive l`apostolo Paolo, «allora è vana la nostra predicazione ed è anche vana la nostra fede»). Nelle società di ieri, permeate dal cristianesimo, c`era un diffuso clima religioso durante questi giorni. Specie di Venerdì Santo, si tenevano molte manifestazioni di pietà popolare, con processioni, raffigurazioni della Via Crucis e della passione di Gesù. Erano momenti in cui si manifestava collettivamente la partecipazione al dolore del Messia ma anche, in qualche modo, si ricordavano le sofferenze di tutti e si pregava per la liberazione. In Spagna o in alcuni paesi latinoamericani, il Venerdì Santo dà ancora luogo a imponenti manifestazioni di popolo tra pietà religiosa e folklore. In questo tipo di cultura religiosa, il Venerdì Santo è forse più sentito della Pasqua.
In un mondo secolarizzato, il messaggio della Pasqua non ha rilievo pubblico, ma è vissuto all'interno delle comunità cristiane. Diverso è per il Natale, che ha chiare radici religiose, ma che - con il tempo - ha assunto il carattere sociale di festa della famiglia, dei bambini e del dono. Tuttavia le comunità cristiane vivono ancora intensamente la Settimana Santa: lo si può constatare in questi giorni visitando le chiese. Straordinariamente aperte la sera del Giovedì Santo per i "sepolcri", sono frequentate da molti (tanto che ci si chiede perché le chiese siano normalmente chiuse nel tardo pomeriggio e di sera, seguendo orari più da campagna che da città).
I cristiani di oggi vivono forse con più forza la centralità del Vangelo della morte e della resurrezione di Gesù, cuore della Settimana Santa. Ha scritto in proposito, il teologo ortodosso francese, Olivier Clément: «Niente più del mistero pasquale (e dunque l`attesa e l`anticipazione del ritorno di Cristo) è creatore di storia buona... che abbraccia il mondo». In questi anni, il pathos del "mistero pasquale" emerge con tanta evidenza tra quei cristiani - purtroppo numerosi - che si trovano a essere perseguitati o emarginati. È speranza che sia "creatore di storia buona". Del resto, se c`è un messaggio pasquale sentito in modo largo, è quello della vittoria della vita sulla morte, della pace sulla guerra e la violenza, insomma una speranza di "storia buona".
 
17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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