RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 
Dopo gli attentati di Bruxelles l`Europa è disarmata perché le sue società sono autoreferenziali e inermi. Ci vuole un risveglio di corpi sociali che abitino le periferie e le città. La riflessione di Andrea Riccardi su Famiglia Cristiana

L'attentato all`aeroporto di Bruxelles tocca tutti gli europei. Anch'io passavo di lì qualche giorno fa. Non è arrivata la guerra totale all'Europa? Non ci sono soluzioni semplici per quel che è complesso, se non vogliamo fare solo populismi che portano voti a qualcuno e illudono troppi. La risposta non è il muro contro muro, come taluni invocano: europei/cristiani contro i musulmani. Innanzitutto, i musulmani si combattono tra loro: sunniti e sciiti, sunniti fra loro. Il Medio Oriente è il fronte principale dell`islamismo da contenere e non favorire con un continuo caos

L`islamismo non è invincibile. Boko Haram, in guerra da sette anni in Nigeria, sembrava imbattibile: ora è alle strette. In Europa non è guerra, ma terrorismo. Colpire gli europei accredita i terroristi sulla scena globale. I manovali del terrore vengono da vicino: figli delusi d`immigrati musulmani, alcuni europei svuotati, fanatizzati, uccidono bambini, donne, gente indifesa (e pure musulmani).

C`è una guerra islamica all'Europa? Non tutti i musulmani sono una minaccia. In Europa sono il 3,8% degli abitanti (in Italia il 3%), circa 20 milioni (un milione i bulgari arrivati al tempo ottomano). Ci sono situazioni limite: guardiamo Molenbeek, quartiere di Bruxelles, laboratorio degli attentati. Molenbeek conta il 30/40% di musulmani, tanti giovani, disoccupati (più del 50%), poveri. La jihad globale intercetta la rabbia di giovani esclusi, la motiva con l`ideologia islamista, mentre li proietta in una logica di "guerra" all`Occidente. Questo cocktail ideologico, in Belgio, ha attratto 470 giovani a combattere in Siria (non tutti musulmani). Ne sono tornati 120. Il problema riguarda pure le periferie di Parigi e di varie città europee. La prima risposta è l`azione della polizia (sappiamo le difficoltà in Belgio in proposito) accanto all`intelligence.
È fondamentale. Però - come papa Francesco insegna - nelle periferie si gioca il futuro delle città. Le nostre società inermi, perché egocentriche e prive di slanci, hanno perso capacità d`integrare e di affascinare con un senso di destino comune. Le istituzioni sono pallide, la scuola intimidita, le Chiese infragilite. La gente isolata si blinda. Invece c`è bisogno d`identità forti e di dialogo. È una domanda alla scuola e agli insegnanti marginalizzati e spaventati. È una domanda alle Chiese, chiuse nei loro circuiti o al massimo attive nelle opere sociali.
La politica deve stare alla base e non essere fatta di vertice. Ci vuole poi il dialogo per integrare. I leader religiosi musulmani, mediatori con le masse dei fedeli, devono essere inseriti in organismi di dialogo con gli altri religiosi e lo Stato. In Italia non c`è niente a questo livello. Quello che c`era non è stato ripreso. L`Europa è disarmata perché le sue società sono autoreferenziali e inermi. Ci vuole un risveglio di corpi sociali che abitino le periferie e le città.
 
21 Luglio 2017


 
19 Luglio 2017

Andrea Riccardi è la persona giusta per la Presidenza della Società Dante Alighieri? Libera Chiesa in libero Stato e... dimissioni del Riccardi dalla Presidenza della Società Dante Alighieri. Giosuè Carducci, il fondatore, aveva una visione diametralmente opposta del ruolo che La Dante deve svolgere in Italia e nel mondo per difendere l'italianità, da quella del Riccardi,.. troppo papalino. Il Signor Riccardi occupa diverse cariche e svolge diversi ruoli. Trovo difficile riconoscermi in tutte le posizioni che egli prende pubblicamente, soprattutto quando si esprime come Presidente della Sant'Egidio. Il Signor Riccardi è ANCHE Presidente della Società Dante Alighieri fondata da un laico come Giosuè Carducci. La laicità è stata da allora una costante della Società Dante Alighieri. Lo è ancora? La difesa della italianità nel mondo non deve avere una connotazione cattolica, come spesso avviene ora. Da Presidente della Dante di Montreal non mi sento rappresentato dal Signor Riccardi che sottolinea nei suoi numerosi e frequenti interventi il suo apostolato sociale di chiara radice cattolica. Tengo a sottolineare che i soci della Dante di Montreal sono di diverse origini etniche e di diverse fedi religiose (tra cui l'ebraica). Cosa fare oer evitare di far corrispondere italianità con cattolicesimo? Il Signor Riccardi prenda in seria considerazione la possibilità di rassegnare le sue dimissioni come Presidente della Società Dante Alighieri. NON è la persona giusta per il ruolo che occupa. E lo dico senza nessuna offesa nei suoi confronti.


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