RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 
La vita della famiglia Sergio di Inzago (poco più di io mila abitanti nella città metropolitana di Milano) era come tante. Approdati dal Sud alla ricerca di lavoro, erano stati aiutati dalla parrocchia e dalla Caritas. Si vedevano anche a Messa.
Il padre, ultimamente, aveva avuto problemi di lavoro: cassintegrato, sarebbe potuto tornare a lavorare. Le figlie studiavano: Maria Giulia alla facoltà di Biotecnologia alla Bicocca. Una famiglia normale. Un fatto l'ha cambiata: la conversione di Maria Giulia all'islam. Ha rotto il matrimonio con un tunisino (giudicato poco credente). Si è sposata poi con un albanese dalla famiglia estremista ed è andata con lui in Siria per unirsi ai combattenti musulmani. È divenuta una foreign fighter del sedicente califfato. Sono ormai 25 mila, un quarto convertiti. Fa impressione sentire la registrazione delle telefonate di Maria Giulia dalla Siria con la sorella e il padre: la famiglia deve "correre" nella terra dell`Isis, perché «noi dobbiamo stare soltanto con i credenti». La logica è stringente, mostra una convinzione fanatica. La madre esita e la figlia intima al padre: «Prendi mamma per i capelli e vieni in Siria». La polizia ha fermato la famiglia in partenza. È la storia di un vicino (italiano) diventato terrorista. Dietro c`è un tessuto di contatti, collegamenti, maestri dell`odio, organizzatori che portano fino in Siria. Ma soprattutto colpisce come una convinzione così forte e fanatica come quella di Maria Giulia s`imponga e trascini i genitori sessantenni e la sorella. Solo la nonna resiste: «È una miscredente, abbandoniamola», dice Maria Giulia. Storie di follia non mancano. Ma questa rivela una società indifesa, perché senza convinzioni, con pochi legami, e spesso caratterizzata da un cristianesimo pallido. Certo, il problema sono i predicatori dell`odio. Impressiona però la forza attrattiva delle convinzioni fanatiche. La gente è spesso sola, specie nelle periferie. La storia di Maria Giulia e della sua famiglia, pur senza enfatizzarla, è un sintomo. Dice che la nostra società, scarica di valori e legami, non va. Non bastano a proteggerla gli investigatori o le forze dell`ordine. C`è il problema di una realtà umana che sappia trasmettere qualcosa. Questa è anche una domanda alla Chiesa. In tanti cuori c`è un silenzio grande, talvolta cupo. Ha ragione papa Francesco: bisogna uscire, guardare, incontrare e parlare.
 
17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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