RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 

IL PAPA A LESBO
E' giunto il momento di una convocazione dei cristiani europei che affronti la grande questione dei rifugiati

Su un piccolo Paese, è caduto un peso immenso. Mentre, a cominciare dalla cattolica Ungheria, si alzano muri per difendersi dai rifugiati.
Lesbo è il nome di un dramma: i rifugiati approdano alle isole greche per fuggire la guerra. Il caso più noto è la Siria, i cui  profughi sono migrati, in Libano, Turchia e Giordania. La Grecia è il primo approdo per chi viene in Europa. A Lesbo, su 90 mila abitanti, ci sono tra 7 e 10 mila rifugiati. La Grecia - va detto - nonostante la crisi è generosa verso di loro. Il Governo fa la sua parte. Molto attiva nell`accoglienza è la Chiesa ortodossa greca, guidata dall`arcivescovo di Atene, Hieronimos II, con un`opera coordinata dal metropolita Gabriel.
Papa Francesco, a settembre 2015, ha chiesto a ogni parrocchia europea di accogliere i rifugiati. L`appello non ha avuto la risposta che meritava. Sempre a settembre, in un messaggio all`Incontro nello Spirito di Assisi a Tirana, il Papa aveva detto: «È violenza anche alzare muri per bloccare chi cerca un luogo di pace. È violenza respingere chi fugge da condizioni disumane».
Ora Francesco compie un passo molto forte. Va a Lesbo il 16 aprile. Lo accompagnano l`arcivescovo di Atene e le autorità greche. C'è pure il patriarca ecumenico Bartolomeo, che ha giurisdizione ecclesiastica sull'isola. A lui risale l'idea d'invitare il Papa a Lesbo.
Il problema dei profughi va affrontato ecumenicamente. Liniziativa dei corridoi umanitari per i rifugiati dal Libano all'Italia è stata promossa dai valdesi e dalla Comunità di Sant'Egidio con il Governo italiano. Francesco mostra come il dramma dei rifugiati interpelli la coscienza cristiana europea. I rifugiati sono poveri che bussano alle nostre porte. Non possono tornare indietro: hanno alle spalle il baratro della morte. Accoglierli è un dovere, ma anche un "dono" per l`Europa, in crisi demografica, cui danno nuovo vigore. Le stesse Chiese di vari Paesi europei sono rivitalizzate dalla presenza degli immigrati cristiani. Invece si predica la paura, che ingrossa le fila dei diversi partiti del "muro". Francesco, il patriarca Bartolomeo e l'arcivescovo di Atene lanciano un messaggio attraverso il viaggio a Lesbo, che rappresenta simbolicamente un ponte tra l'Europa e il mondo dei rifugiati. Le Chiese non possono restare prigioniere delle logiche istituzionali o delle politiche dei loro Paesi, senza una visione del futuro. Mi chiedo se questo non sia il momento di una convocazione dei cristiani europei (ecumenica e rapida), un sinodo ecumenico, che affronti la grande questione dei rifugiati e l`Europa. Il Papa può convocarla. E con lui il patriarca Bartolomeo.

Questo articolo di Andrea Riccardi è apparso sul n.16/2016 di  Famiglia Cristiana  

 
17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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