RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 

Le parole di Francesco: «Solo una Chiesa ricca di testimoni potrà ridare l'acqua pura del Vangelo alle radici dell`Europa»
«SOGNO UN'EUROPA CHE SOCCORRE COME UN FRATELLO IL POVERO E CHI ARRIVA IN CERCA DI ACCOGLIENZA»

L'Europa è in difficoltà. Ma le difficoltà possono essere occasione di rilancio. Sono però necessarie visioni che generino speranza e pazienza. Una limpida visione del futuro è venuta da Francesco nel discorso per il conferimento del Premio Carlo Magno. È stato commovente sentire parlare di Europa questo figlio di emigrati italiani. Suo padre è partito da Genova nel 1928 per Buenos Aires. Ha detto: «Come un figlio che ritrova nella madre Europa le sue radici di vita e di fede, sogno un nuovo umanesimo europeo». Sì, l'Europa, vista dal Sud del mondo e con gli occhi di un cristiano, non è perduta. Bisogna riprendere a sognare, liberi da rassegnazione, stanchezza e paura. Sembrava che il Papa volesse quasi contagiare di speranza gli europei: «Sogno un'Europa giovane, capace di essere ancora madre: una madre che abbia vita, perché rispetta la vita e offre speranze di vita. Sogno un'Europa che si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza perché non ha più nulla e chiede riparo. Un'Europa che ascolta e valorizza le persone malate e anziane, perché non siano ridotte a improduttivi oggetti di scarto. Sogno un'Europa, in cui essere migrante non è delitto...».
La Chiesa vuole la rinascita di «un'Europa affaticata». È anche una domanda ai cristiani: «Solo una Chiesa ricca di testimoni potrà ridare l'acqua pura del Vangelo alle radici dell'Europa». La Chiesa non mira a un'egemonia nel vecchio continente. Vuole solo aiutare a fare sintesi della pluralità di storie e appartenenze. Il Papa sa che l'Europa è profondamente plurale: diverse religioni, culture, etnie. Però, in un continente che ha vinto il Muro di Berlino, stanno risorgendo muri reali e culturali assieme all'intolleranza per l'altro. Per questo, Francesco ha invitato a investire sul dialogo: «La pace sarà duratura nella misura in cui armiamo i nostri figli con le armi del dialogo, insegniamo loro la buona battaglia dell'incontro e della negoziazione». Perché l'Europa è ancora il continente della pace e dei diritti umani, tra l'altro l'unico senza pena di morte: «Sogno un'Europa», ha concluso Francesco, «di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stato la sua ultima utopia».


Editoriale di Andrea Riccardi su "Famiglia Cristiana"del 15 maggio 2016.
Andrea Riccardi ha ricevuto anch'egli il Premio Carlo Magno nel 2009
(video)
 
21 Luglio 2017


 
19 Luglio 2017

Andrea Riccardi è la persona giusta per la Presidenza della Società Dante Alighieri? Libera Chiesa in libero Stato e... dimissioni del Riccardi dalla Presidenza della Società Dante Alighieri. Giosuè Carducci, il fondatore, aveva una visione diametralmente opposta del ruolo che La Dante deve svolgere in Italia e nel mondo per difendere l'italianità, da quella del Riccardi,.. troppo papalino. Il Signor Riccardi occupa diverse cariche e svolge diversi ruoli. Trovo difficile riconoscermi in tutte le posizioni che egli prende pubblicamente, soprattutto quando si esprime come Presidente della Sant'Egidio. Il Signor Riccardi è ANCHE Presidente della Società Dante Alighieri fondata da un laico come Giosuè Carducci. La laicità è stata da allora una costante della Società Dante Alighieri. Lo è ancora? La difesa della italianità nel mondo non deve avere una connotazione cattolica, come spesso avviene ora. Da Presidente della Dante di Montreal non mi sento rappresentato dal Signor Riccardi che sottolinea nei suoi numerosi e frequenti interventi il suo apostolato sociale di chiara radice cattolica. Tengo a sottolineare che i soci della Dante di Montreal sono di diverse origini etniche e di diverse fedi religiose (tra cui l'ebraica). Cosa fare oer evitare di far corrispondere italianità con cattolicesimo? Il Signor Riccardi prenda in seria considerazione la possibilità di rassegnare le sue dimissioni come Presidente della Società Dante Alighieri. NON è la persona giusta per il ruolo che occupa. E lo dico senza nessuna offesa nei suoi confronti.


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