RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 
Andrea Riccardi ci parla oggi del sogno "cristiano e umanista" di Papa Francesco racchiuso nella sua enciclica Laudato sì. Riuscirà il Papa gesuita a scalfire le dure leggi del mercato globale?

28 luglio 2015 - Corriere della Sera, SETTE
Lotta ai mercanti del tempio globale
di Andrea Riccardi

Con la sua enciclica Francesco ha spiazzato il pensiero occidentale, i capitalisti, i partiti di sinistra: «Abbiamo troppi mezzi per scarsi e rachitici fini»

La Chiesa cattolica è stata sempre considerata un pilastro dell'Occidente. Spesso, da sinistra, è stata accusata di sostenere l'ordine stabilito e gli interessi dei ricchi. Un operaio francese dell'Ottocento, Claude Corbon, scriveva a un vescovo: «L'odio per la Rivoluzione ha spento nel vostro ambiente l'amore di Dio». Nel Novecento tra Chiesa e classe operaia c'è stata spesso distanza («divorzio» - diceva Pio XI). La Chiesa, da parte sua, ha operato sul piano sociale, ma ha avversato i processi rivoluzionari. Ora invece, con papa Francesco, non è diventata rivoluzionaria, proprio quando i rivoluzionari sono in estinzione? Negli ambienti nordamericani, l'enciclica ecologica, Laudato sì, è stata criticata, perché il Papa vede nel ruolo preponderante degli interessi economici una delle cause principali della crisi ambientale (e anche politico-sociale). Bergoglio accusa il pensiero occidentale o globale di subordinazione ai grandi interessi: «Abbiamo troppi mezzi per scarsi e rachitici fini».
Francesco spiazza i partiti di sinistra che, dopo l'89, si sono collocati nel mercato globale. Nel recente viaggio in Paesi marginali dell'America Latina (scelti emblematicamente), Ecuador, Bolivia e Paraguay, il papa ha insistito sull'integrazione del continente: vuole realizzarne l'unità, la Patria grande. Soprattutto ha detto con forza che il cambiamento sociale non può attendere. Certo il suo prezzo non deve essere la perdita della libertà, come nei regimi marxisti. Ma «abbiamo bisogno di cambiamento» - ha proclamato davanti ai movimenti popolari raccolti a Santa Cruz in Bolivia.
Quando mai un papa ha incontrato queste realtà? Lo ha fatto proprio Bergoglio, un anno fa, in Vaticano. Il papa coltiva la speranza di creare un'alternativa al "pensiero unico" sull'economia e cerca alleati nelle periferie: chi non si sente rappresentato dalle burocrazie dei sindacati o dei partiti. Sono i senza terra, le comunità agricole, chi lotta per la casa, nelle periferie urbane, contro l'inquinamento... Così il Papa ha delineato la sua visione: «La globalizzazione della speranza, che nasce dai popoli e cresce tra i poveri, deve sostituire questa globalizzazione dell'esclusione e dell'indifferenza».

SAPIENZA ANTICA E MODERNA.
II sogno di Bergoglio è una politica «nelle mani dei popoli»: può rappresentare un'alternativa a un sistema senza alternativa. Non marxista, ma cristiana o umanista. I suoi programmi appaiono velleitari a molti. Eppure riflettono una sapienza antica e giusta: «nessuna famiglia», dice, «senza casa, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti... nessun bambino senza infanzia, nessun giovane senza opportunità, nessun anziano senza una venerabile vecchiaia». Non ci si può rassegnare a un mondo con troppa poca giustizia. Riuscirà il Papa gesuita a scalfire le dure leggi del mercato globale? Sembra impossibile. Un suo predecessore, Karol Wojtyla, però, cominciò nel 1978 con poche parole giuste la battaglia contro il sistema comunista. Francesco lo sa e spera che i processi innescati vadano sorprendentemente avanti.
 
17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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