RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 
La scorsa settimana è stata dura: il barbaro attentato a Nizza e l'improvviso golpe in Turchia nella notte di venerdì. Guardiamo ormai il mondo con paura. Che succederà domani? Da un lato, il terrorismo folle. Dall'altro, l'instabilità di un Paese importante, membro della Nato. Non ha senso trovare una congiunzione tra i due eventi nell'islam.

In Turchia, il golpe è stato fatto da militari laici contro il presidente Erdogan, accusato di islamizzare lo Stato cancellando la laicità, carattere basico della Repubblica fondata da Kemal Atatürk nel 1923. Le Forze armate, attraverso un sistema di controllo del potere, sono state il severo custode della Turchia laica e kemalista - anche con vari golpe - finché, nel 2003, con il voto popolare, Erdogan è divenuto Primo ministro e progressivamente ha smantellato il vecchio quadro istituzionale. Era stato prima, dal 1994 al 1998, sindaco "islamista" di Istanbul.

Pio musulmano, islamista conservatore, è salito al potere con il voto dei turchi dell'Anatolia e delle periferie. Sotto il suo Governo, un forte sviluppo economico ha creato una borghesia islamica accanto a quella laica. Eletto presidente, sta per rafforzare i suoi poteri, mentre conduce una politica di controllo sulla ricca e pluralista opinione pubblica.

I laici lo accusano di creare un Governo autoritario. I settori dell'esercito e dell'aviazione che hanno fatto il golpe hanno parlato di Stato laico e democrazia. Ma non può esistere un golpe per democrazia. Per un momento è sembrato avessero vinto. Ma il messaggio video di Erdogan su FaceTime ha mobilitato i suoi sostenitori. Si è visto il popolo in piazza a mani nude contro i tank. La Turchia si è rivelata un grande Paese democratico. Anche i partiti opposti a Erdogan hanno condannato il golpe. Non si fa cadere con la forza un Governo eletto. Solo parte dell'esercito era con i golpisti. In poche ore, il presidente ha ripreso il controllo.

Era stato eletto con più della metà dei suffragi e il golpe, in caso di vittoria, si sarebbe trovato contro larga parte della società. Qualcuno ha accusato Erdogan di aver architettato l'operazione come premessa psicologica d'una svolta autoritaria. Le prime ore invece sembravano dure per lui. Ma ha giocato bene e con coraggio. Ora però si addensano tante domande sul futuro, mentre proseguono gli arresti di golpisti, militari, magistrati. Ci sarà una stretta? Le preoccupazioni ci sono. Non depone bene il paventato ristabilimento della pena di morte. Il golpe è stato una follia. Se ne trae però una lezione: nella società massmediatica queste operazioni sono quasi impossibili. Erdogan ha vinto perché ha convocato il popolo anche attraverso i social media. Nel nostro presente non tutto è negativo: contano la società civile e la democrazia. Il vincitore ora ne tenga conto.

 
17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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