RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 

TRA LA POLVERE E IL DOLORE Soccorritori ad Amatrice impegnati a scavare tra le macerie. Grazie a loro sono state estratte vive quasi 250 persone nei paesi terremotati delle province di Rieti e Ascoli Piceno


 Gli italiani hanno risposto con generosità. Ma si deve realizzare una svolta per il futuro
I1 terribile terremoto in Italia centrale ha colpito una bella terra, ricca di storia e umanità. È l'umanità della gente di Amatrice che, in anni di miseria, ha lasciato le zone montuose per lavorare a Roma o altrove. Così è avvenuto anche negli altri paesi e nei piccoli borghi colpiti dal sisma nel Lazio, Umbria e Marche. Sono rimasti gli anziani, che vedono oggi distrutto l'ambiente della loro vita. Gli emigrati e i loro figli tornano sempre, specie d'estate: nelle vecchie case, restaurate, o in quelle nuove. Il terremoto è arrivato in un momento di massima presenza, d'estate. Ha colpito l'Italia dei piccoli centri, memoria di un senso della vita presente nelle radici di tanti abitanti delle città. Ha commentato Domenico Pompili, vescovo di Rieti, di fronte a morti e rovine: «Così è la vita, imprevedibile e fragile». C'è anche però l'imprevedibilità della solidarietà. La mattina dopo il terremoto s'è svegliata un'Italia generosa, capace di sacrificio per aiutare gli altri. Abbiamo visto scavare per ore nei cumuli di rovine, da cui sono state liberate quasi 250 persone vive. Vigili del fuoco, Protezione civile, Soccorso alpino, Polizia e Carabinieri, volontari e gente comune. Dal terremoto del Friuli nel 1976 siamo testimoni di una solidarietà che è la forza del nostro fragile Paese. Gli italiani hanno mostrato di sentire il legame con il "prossimo". Una forza umana e solidale che consola. Di fronte al terremoto, si sviluppano giustamente dibattiti su come lo si sia affrontato: troppo impreparati in un'area sismica? Non tutti i fondi per attrezzare gli edifici in modo antisismico sono stati utilizzati. Certo ne sarebbero stati necessari di più, ma nemmeno quelli disponibili sono stati usati integralmente. Sono fatti evidenti ormai. Qui c'è - lo ha rilevato Maurizio Molinari - la debolezza italiana. La solidarietà non basta. Anzi si esaurirà di fronte all'imprevidenza. Ci vuole una politica sistematica che attrezzi il territorio a convivere con l'eventualità dei terremoti. Ci vogliono molte risorse. E la Ue può aiutare in questo senso. Mi permetto di dire: non è il problema maggiore. La questione è che Governo e amministrazioni operino con sistematicità e rigore per scongiurare l'imprevidenza. Mai più anziani, bambini e famiglie perdano la vita così. Mai più il patrimonio artistico distrutto. Si può fare molto, anche se mai saremo in totale sicurezza. Una nuova responsabilità può rendere la politica e lo Stato credibili: rispondere ai drammatici bisogni del momento e allo slancio di solidarietà, ma anche realizzare una svolta preparandoci al futuro. È la svolta che impone questo terremoto, mentre ancora piangiamo troppi morti.

Editoriale di Andrea Riccardi su Famiglia Cristiana del 4 settembre 2016
 
17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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