RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 

C'è il rischio di dare un'immagine semplicistica della santa. Che invece ha vissuto i drammi del suo secolo individuando la linea per la convivenza fra le religioni

Papa Francesco ha canonizzato Madre Teresa di Calcutta, la prima Premio Nobel per la Pace diventata santa. Il messaggio di questa piccola donna si è espresso con un lessico semplice e attraverso l'aiuto concreto ai poveri, anzi ai poveri più poveri. La sua vita è stata una combinazione tra mistica profonda e forte concretezza nel servizio ai poveri e nella costruzione di una rete di case per accoglierli. Lei stessa sfidò quell'Occidente ricco, che conobbe tardi nella sua vita lungamente passata in India, ad aprirsi alla gioia del dono. Chiese, anche nel discorso per il Premio Nobel, di non far morire i bambini con l'aborto, ma di darli a lei. C'è il rischio, però, di dare un'immagine semplicistica di questa donna In realtà, con la sua semplicità evangelica, Madre Teresa ha attraversato situazioni di grande complessità, vivendola in profondità. Lo ha fatto rivolgendosi ai più poveri e invitando chi incontrava a trovare il senso della vita nel sostegno a chi aveva bisogno. Con il suo lessico evangelico è andata al di là del mondo dei cattolici devoti e si è imposta all'ascolto dei leader politici. Invitata a parlare alla tribuna dell'Onu, fu così salutata dal segretario generale, Javier Pérez de Cuéllar: «Lei è le Nazioni Unite. Lei è la pace nel mondo». Del resto, non si peritava di scrivere, alla vigilia della guerra del Golfo, a George Bush e a Saddam Hussein per invitarli alla pace. In rapporti cordiali con Paolo VI (come ha ben documentato Leonardo Sapienza in un libro recente), è stata amica di Giovanni Paolo II, che le ha fatto aprire una casa per i poveri in Vaticano.
La giovinezza di Agnese Gonxha Bojaxhiu, divenuta poi Teresa, è segnata dalla complessità balcanica dell'inizio Novecento. Di se stessa ha detto: «Per sangue e origini sono albanese pura. Per cittadinanza sono indiana. Come suora sono cattolica. Per vocazione appartengo a tutto il mondo. E quanto al mio cuore sono tutta del cuore di Gesù». Alla sua morte, ha ricevuto i funerali di Stato alla presenza del presidente indiano, mentre quello pakistano diceva la sua stima per lei. Madre Teresa ha trascorso solo diciotto anni nei Balcani, tra i più complicati della storia della regione. Apparteneva a una minoranza religiosa (i cattolici) nella minoranza albanese in Macedonia che, al momento della sua nascita era parte dell'impero ottomano. Nella sua Macedonia natia, si erano formati tanti ufficiali dei "giovani turchi" e lo stesso Kemal Ataturk, mentre quasi nello stesso tempo prestava servizio il giovane chierico ortodosso Athenagoras, greco, destinato a diventare patriarca ecumenico. Era una terra in cui s'intrecciavano religioni ed etnie, che faticavano a essere dimensionate in uno Stato nazionale. Alla canonizzazione di Madre Teresa, in piazza San Pietro, c'erano i presidenti di Albania, Macedonia e Kosovo, che - a loro modo - la considerano una
connazionale. Inoltre la madre e la sorella della suora hanno vissuto anni nell'Albania comunista di Hoxha, dove sono state sepolte.
Madre Teresa è una figura novecentesca: nata nel 1910, morta nel 1997 a Calcutta, conosce tanti drammi del secolo. L'altro religioso è sempre esistito nell'orizzonte di Madre Teresa, anche quando la Chiesa cattolica lo ignorava, come prima del Vaticano II. La suora, nell'India britannica dal 1928, fa l'esperienza della complessità religiosa ed etnica del grande impero. Postasi fuori dall'Europa, in India, attenta alla religiosità non cristiana ma ben radicata nella fede cattolica, viene apprezzata dagli induisti e da gente di altra religione. Soprattutto la solidarietà con i poveri va al di là delle barriere confessionali, costruendo una trama di amicizia interreligiosa. Significativo è il rispetto dei poveri: «Non cerchiamo mai di convertire al cristianesimo coloro che accogliamo».
Nella semplicità di Madre Teresa, chiara ma anche dalle radici misteriose, si legge un messaggio per il mondo di oggi, in cui le religioni vivono assieme ma non sempre in pace: il valore della preghiera e il servizio ai più poveri. Per alcuni, la Madre è una suora tradizionale. Vibra in lei la grande tradizione cattolica, ma c`è un'intuizione profonda di tempi nuovi del cristianesimo. Si capisce perché, nell'ottobre 1986, volle essere presente ad Assisi, alla preghiera interreligiosa per la pace, voluta dal suo amico Giovanni Paolo.                          
 
21 Luglio 2017


 
19 Luglio 2017

Andrea Riccardi è la persona giusta per la Presidenza della Società Dante Alighieri? Libera Chiesa in libero Stato e... dimissioni del Riccardi dalla Presidenza della Società Dante Alighieri. Giosuè Carducci, il fondatore, aveva una visione diametralmente opposta del ruolo che La Dante deve svolgere in Italia e nel mondo per difendere l'italianità, da quella del Riccardi,.. troppo papalino. Il Signor Riccardi occupa diverse cariche e svolge diversi ruoli. Trovo difficile riconoscermi in tutte le posizioni che egli prende pubblicamente, soprattutto quando si esprime come Presidente della Sant'Egidio. Il Signor Riccardi è ANCHE Presidente della Società Dante Alighieri fondata da un laico come Giosuè Carducci. La laicità è stata da allora una costante della Società Dante Alighieri. Lo è ancora? La difesa della italianità nel mondo non deve avere una connotazione cattolica, come spesso avviene ora. Da Presidente della Dante di Montreal non mi sento rappresentato dal Signor Riccardi che sottolinea nei suoi numerosi e frequenti interventi il suo apostolato sociale di chiara radice cattolica. Tengo a sottolineare che i soci della Dante di Montreal sono di diverse origini etniche e di diverse fedi religiose (tra cui l'ebraica). Cosa fare oer evitare di far corrispondere italianità con cattolicesimo? Il Signor Riccardi prenda in seria considerazione la possibilità di rassegnare le sue dimissioni come Presidente della Società Dante Alighieri. NON è la persona giusta per il ruolo che occupa. E lo dico senza nessuna offesa nei suoi confronti.


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