RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 

CINQUE ANNI DI GUERRA: ALEPPO SENZA TREGUA, QUASI DUE MILIONI DI PERSONE RESTA SENZA AIUTI UMANITARI
Dall'incontro dei rappresentanti delle religioni nel mondo scaturisce un grande movimento per la pace


Aleppo è ancora bombardata. L'altro giorno ci sono stati novanta morti, tra cui molti bambini. Quasi due milioni di persone sono senza i necessari aiuti umanitari che si sperava raggiungessero la città con la tregua. L'assedio prosegue spietato. L'accordo tra Russia e Stati Uniti si rivela inefficace. Non controllano le forze in campo? Non importa salvare Aleppo? Pensavo ad Aleppo, il 20 settembre scorso, sul colle di Assisi, mentre i leader delle religioni proclamavano l'appello contro la guerra e accendevano le luci di pace:«Ci siamo posti in ascolto della voce dei poveri, dei bambini, delle giovani generazioni, delle donne e di tanti fratelli e sorelle che soffrono per la guerra; con loro diciamo con forza: No alla guerra! Non resti inascoltato il grido di dolore di tanti innocenti». Così recita quel testo. Il dolore di Aleppo non è stato dimenticato in una cerimonia di gioia e tristezza: la gioia di credenti che proclamavano insieme - nonostante la differenza di religione - un messaggio di pace; ma anche la tristezza di tanti conflitti aperti (e una donna di Aleppo ha testimoniato il dramma della città). 
Papa Francesco, seduto semplicemente sul palco tra i religiosi durante la cerimonia, ha parlato della "debolezza" delle religioni, ma della "forza" della preghiera e della fede: «Noi non abbiamo armi. Crediamo però nella forza mite e umile della preghiera. In questa giornata, la sete di pace si è fatta invocazione a Dio, perché cessino guerre, terrorismo e violenze».
Sono passati trent'anni dal primo incontro di Assisi, voluto da Giovanni Paolo Il nel 1986. Il cammino è proseguito, anno dopo anno, in tante città del mondo. Ha acceso speranze. Ha aperto processi che hanno posto fine alla guerra. Ha spezzato il blasfemo binomio guerra-religione. Purtroppo, nelle società civili degli ultimi dieci anni, il movimento per la pace (come quello del 2003 contro la guerra in Iraq) si è smorzato. Ci si è rassegnati all'uso delle armi e della violenza? Così è avvenuto nella guerra siriana.
Ad Assisi Francesco ha parlato della «grande malattia del nostro tempo: l'indifferenza, un virus che paralizza, rende inerti e insensibili, un morbo che intacca il centro stesso della religiosità, ingenerando un nuovo tristissimo paganesimo: il paganesimo dell`indifferenza». 
Francesco ha gridato la convinzione di tanti uomini e donne di religione: «Solo la pace è santa, non la guerra!». Da Assisi scaturisce un movimento per la convivenza nel mondo: «Il nostro futuro è vivere insieme», ha detto il Papa. E ha auspicato che i credenti di religioni diverse «si riuniscano e creino concordia, specie dove ci sono conflitti». Possa la pace di Assisi sconvolgere i disegni di guerra in Siria! Se gli uomini hanno un cuore duro, Dio ascolta le invocazioni e può darci presto il gran dono della pace.
 
19 Luglio 2017

Andrea Riccardi è la persona giusta per la Presidenza della Società Dante Alighieri? Libera Chiesa in libero Stato e... dimissioni del Riccardi dalla Presidenza della Società Dante Alighieri. Giosuè Carducci, il fondatore, aveva una visione diametralmente opposta del ruolo che La Dante deve svolgere in Italia e nel mondo per difendere l'italianità, da quella del Riccardi,.. troppo papalino. Il Signor Riccardi occupa diverse cariche e svolge diversi ruoli. Trovo difficile riconoscermi in tutte le posizioni che egli prende pubblicamente, soprattutto quando si esprime come Presidente della Sant'Egidio. Il Signor Riccardi è ANCHE Presidente della Società Dante Alighieri fondata da un laico come Giosuè Carducci. La laicità è stata da allora una costante della Società Dante Alighieri. Lo è ancora? La difesa della italianità nel mondo non deve avere una connotazione cattolica, come spesso avviene ora. Da Presidente della Dante di Montreal non mi sento rappresentato dal Signor Riccardi che sottolinea nei suoi numerosi e frequenti interventi il suo apostolato sociale di chiara radice cattolica. Tengo a sottolineare che i soci della Dante di Montreal sono di diverse origini etniche e di diverse fedi religiose (tra cui l'ebraica). Cosa fare oer evitare di far corrispondere italianità con cattolicesimo? Il Signor Riccardi prenda in seria considerazione la possibilità di rassegnare le sue dimissioni come Presidente della Società Dante Alighieri. NON è la persona giusta per il ruolo che occupa. E lo dico senza nessuna offesa nei suoi confronti.


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