RICCARDI ANDREA
SOCIAL JUNCTION
 
Finalmente è stato varato, senza restrizioni il servizio civile - afferma Andrea Riccardi che, durante il suo mandato come ministro della Cooperazione e dell'Integrazione, si impegnò a fondo per difenderne l'istituzione e promuoverlo -  Sarà una preziosa occasione di aggregazione e un momento di integrazione e favorirà l'ingresso nel mondo del lavoro.

I1 Governo ha dato il via libera alla riforma del Servizio civile. Per anni, la risposta dello Stato è stata restrittiva. Tra il 2007 e il 2011, a fronte di 432 mila domande di giovani tra i 18 e i 28 anni,
sono stati messi a bando solo 156 mila posti. Molti gli esclusi per restrizioni di bilancio. Un errore. Si calcola invece che ogni euro erogato dallo Stato per il Servizio civile crei 3,4 euro di attività dei volontari e oltre. Nasce il nuovo Servizio civile universale per la "difesa" d'Italia: incrementa la solidarietà, rafforza la pace tra i popoli, opera per l'inclusione sociale, per il patrimonio artistico e culturale, promuove la legalità e altro. Serve alla formazione dei giovani come cittadini, portandoli fuori dai circuiti abituali a contatto con nuove sfide. Finalmente si è arrivati al Servizio civile universale: chi lo chiede, da oggi, potrà farlo, senza restrizioni. Ne avranno la possibilità anche i giovani senza cittadinanza italiana, ma titolari di diritto di soggiorno, con permessi d'asilo e protezione sussidiaria. Il Servizio civile diventa una via d'integrazione: i nuovi italiani, per così dire, vivranno un'esperienza di lavoro per la nazione con gli italiani. Il Servizio militare, dall'Unità, è stato un importante veicolo di nazionalizzazione degli italiani: ha fatto gli italiani, finora chiusi in contesti locali. Per molti il Servizio militare era l'occasione dell'unico viaggio e della sola esperienza fuori dalla regione, che faceva prendere personalmente le misure del Paese, vivendo con italiani di altra origine. Il Servizio militare, insomma, è stato una scuola di cittadinanza in un'Italia che andava creando una coscienza unitaria. Il Servizio civile universale può aiutare l'integrazione tra italiani e nuovi italiani. Ma non solo. Oggi, in fondo, manca una "scuola" di cittadinanza.
La società - specie la periferia - è vuota di presenze aggregative e socializzanti, se non la scuola,  sottoposta a tante domande. Il Servizio civile potrà essere una scuola di cittadinanza e di
educazione alla responsabilità verso gli altri. Una società d'individui, talvolta soli e spaesati, ne ha bisogno. Alcuni sostengono che, nei primi passi nel mondo del lavoro, il Servizio civile possa far perdere tempo prezioso. La sua flessibilità invece consentirà di non creare danni all'inserzione professionale dei giovani. Tuttavia è stato dimostrato che il Servizio civile favorisce l`inserimento dei giovani nel mercato lavorativo. Il contingente di volontari sarà di 100 mila l'anno, di cui 1.000
all'estero, con mobilità sul territorio nazionale. Il Servizio civile, strutturato seriamente, diverrà una proposta importante: può essere l'occasione per allargare la coscienza nazionale. L'Italia non è un Paese da abbandonare, perché non dà futuro ai giovani. È invece un Paese da coltivare.

Sulle attività di Andrea Riccardi in favore del servizio civile si veda
www.andreariccardi.it: Forum della Cooperazione Internazionale 
Avvenire: Riccardi trova i fondi: salvo il serivzio civile 


 
17 Settembre 2017

Diceva LAO TZU (VI secolo Avanti Cristo): " Se sei DEPRESSO, stai vivendo nel passato. Se sei ANSIOSO, sta vivendo nel futuro. Se sei in PACE, stai vivendo nel presente." Cosa aggiungere...??? Effettivamente ciò che nel PRESENTE ci DEPRIME, o ci dà ANSIA è legato al nostro attuale PENSARE al passato, o al futuro, al sentire di esserne preoccupati, o di dovercene preoccupare. Tuttavia se nel PRESENTE riuscissimo a pensare solo al PRESENTE stesso, allora questo atteggiamento corrisponderebbe ad un esercizio di sospensione del pensiero e dunque ad una forma di YOGA, forse la più alta...!!!. YOGA ovviamente come FILOSOFIA di vita. Infatti con tale atteggiamento yogico saremmo di fronte alla pratica di una vera e propria ASCESI che potremmo dire costituire un ESERCIZIO della sospensione del pensiero atto a poter cogliere meglio il presente e la sua realtà, dopo esserci disfatti del passato e del futuro. Ma tale esercizio, se pur ad un livello assai meno intenso e invece assai più momdano, fu effettivamente già praticato, per la sua utilità scientifico-conoscitiva, anche CARTESIO: epoché cartesiana. La GENESI della SCIENZA MODERNA, le CONDIZIONI MENTALI e CULTURALI che le permisero di poter spiccare il volo per arrivare fino ad oggi, sembra essere sempre dovuta ad uno sforzo ontologico di calarsi maggiormente nel PRESENTE. Infatti prima della GENESI della scienza moderna gli scienziati, in relazione alle nostre SCIENZE OGGETTIVISTE, e non dunque in relazione alle SCIENZE SUPERIORI, o della SOGGETTIVITA', o SPIRITUALI, vivevano meno nella REALTA' e dunque non erano nel presente, ma col le testa altrove. Fu questa migliore capacità di calarsi nel presente che partì con CARTESIO e la sua epoché, o sospensione del giudizio, che ha qualcosa in comune con LAO TZU, che poi permise un notevole rafforzamento della RICERCA SCIENTIFICA MODERNA. Possiamo dunque concludere che esista anche uno sforzo SPIRITUALE, dunque di liberazione, alla base della nascita della SCIENZA MODERNA ed è dell'ordine, per quanto infinitesimale, di quello sforzo indicato, auspicato, da LAO TZU. PARADOSSALE...??? Mah...??? Prima di CARTESIO la scienza oggettivistica viveva assai meno nel PRESENTE, nella REALTA' e, da qui, la sua IMPOTENZA a vedere bene la realtà stessa, anche per poterla meglio controllare e dominare. La SCIENZA MODERNA ha dunque potuto evolversi in seguito anche ed uno sforzo ascetico, di ordine spirituale, dovuto all'epoché. Assistiamo comunque poi da noi, con il Filosofo EDMUND HUSSERL, ad una notevole INTENSIFICAZIONE dell'esercizio dell'EPOCHE' cartesiana in grado di lasciare intravedere meglio, che l'atteggiamento verso le cose legato a chi noi siamo ontogeneticamente per esserci impegnati ad ESSERE, si trovi sulla stessa strada di quello già indicato da LAO TZU, Per esempio la soluzione trovata alla propria vita dalla più qualificata allieva di Husserl, la EDITH STEIN, credo che possa costituirne un sufficiente REPERTO ONTO-GENETICO della non lontananza, fra la stessa vita di EDITH STEIN, e quella vissuta da LAO TZU. Ma perché papa FRANCESCO non si butta anche qui, su questi temi, in qualche maniera dandoci un mano...???


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